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L'ECONOMIA
DELL'ALTA LANGA
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L'Alta
Langa, dal punto di vista economico, persevera il suo atteggiamento
particolare, esclusivo, capace di far leva prorpio su di una realtà
territoriale giustamente considerata difficile.
Il contadino di Langa dagli anni '20 e '30 cercò di migliorare
la sua attività agricola ma le prospettive locali ed italiane
erano notevolmente arretrate rispetto alle altre zone europee.
Però l'uomo di Langa non si è mai scoraggiato e dove
non è riuscito ad arrivare con la tecnologia, ha cercato
di sopperitre a questa mancanza con il maggior impegno.
Negli anni dei grandi spopolamenti montani, nonostante la più
facile prospettiva dell'emigrare in grnadi città per andare
a lavorare in fabbrica, il contadino langarolo resta e cerca di
migliorare la sua attività dal punto di vista eonomico e
qualitativo. |
Soltanto
alla fine della seconda guerra mondiale, con l'avventoad Alba di alcune
importanti realtà industriali, il contadino delle nostre zone lascia
la campagna per andare a lavorare nella vicina città.
Proprio la grande determinazione, la voglia di lavorare e la fedeltà
di queste persone hanno determinato il successo delle fabbriche albesi
nel mondo.
Una dote della nostra gente è che oltre al lavoro in fabbrica non
ha mai abbandonato completamente il lavoro della terra (con enormi sacrifici).
Negli ultimi decenni la qualità ed il reddito delle colture agricole
è notevolmente migliorato. La vendita del vino e il turismo enogastronomico
sono diventate una realtà primaria delle Langhe. Discreto ma non
adeguatamente valorizzato è l'allevamento delle pecore da dove
si producono le famosissime tome, che sanno ridestare gli antichi sapori
al palato dei buongustai. Anche la stessa nocciola ha avuto un notevole
sviluppo ed è ormai una realtà consolidata su tutto il territorio.
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